Brondello è il paese più a monte della amena e lussureggiante Valle Bronda. Deve il suo nome alla derivazione di “Burdello” da vecchie parlate gergali.
Di origini antiche, si comincia a parlare di Brondello ad inizio degli anni 1000, con l’avvento del Marchesato di Saluzzo (1120) e la conseguente creazioni di feudi in Valle Bronda da parte del Marchese Ludovico II, uno di questi fu appunto il Feudo di Brondello ( vi è una testimonianza documentale datata 9 dicembre 1138: un contratto stilato nel Castello di Brondello con cui il Signore di Brondello “Dominus Enricus de Burdello” cede alla Abbazia di Staffarda alcune morre e terreni siti a Staffarda).
A conferma dell’importanza del Castello di Brondello, si rileva da più fonti documentali storiche che tra la fine del XIV Sec. e l’inizio Sec. XV i castelli di Manta e Verzuolo, unitamente ai Castelli di Castellar e ai fortilizi minori di Brondello, Sanfront e Paesana, costituirono la lunga dorsale difensiva del Marchesato di Saluzzo tra le Valli Po, Bronda e Varaita.
Nel 1487, espugnata Saluzzo da parte del Duca Carlo I di Savoia, dopo lungo e feroce assedio fu occupata anche buona parte delle terre del saluzzese e della Valle Po. Molti castelli furono distrutti, ad eccezione della fortezza di Revello.
Nel 1959, l’allora Parroco Don Giuseppe Peirone scrisse sul suo primo bollettino parrocchiale: “La maestosa torre costituisce con gli altri pochi ruderi rimasti, testimonianza del glorioso Castello fortilizio” semidistrutto nel Sec. XVII in seguito agli eventi storici sopra descritti (le guerre tra Signorie varie, Marchesati – Saluzzo e Monferrato – e la Monarchia dei Savoia).
La Torre del Castello di Brondello è diventata in second’ordine Torre dell’ orologio solo nel 1858, in seguito al parziale restauro di cui fu oggetto il rifacimento del tetto e la collocazione appunto di un orologio, oltre che della campana precedentemente posta nella Chiesa Parrocchiale di Brondello.
Un ponte medievale in pietra, posto sul torrente, permette di raggiungere la chiesa parrocchiale. Davanti al ponte è collocato un pilone con un interessante affresco, opera del pittore locale Giovanni Borgna, raffigurante la Madonna con Bambino sulla facciata principale, rivolta verso la strada, l’Ecce Homo sulla facciata laterale destra e san Domenico sulla facciata laterale sinistra. Oltrepassato il ponte romanico, sul lato destro si erge, rivolta ad occidente, la chiesa parrocchiale dedicata a Maria Vergine Assunta, risalente al XV secolo, ma più volte rimaneggiata in periodi successivi.